Il matrimonio e la vita di coppia

18.09.2014 11:02

Il matrimonio è un rito simbolico che suggella una unione tra due persone. Esso conferisce alla relazione uno status sociale e giuridico preciso: ci si impegna solennemente a diritti e doveri precisi nei confronti del proprio compagno/ compagna, della società, della legge, del proprio Dio.

Questo è l’involucro che rende il vincolo matrimoniale uguale per tutti, ma dentro questa confezione possono esservi i contenuti più diversi: ogni tipologia ha la sua dignità e può funzionare per un periodo, o per sempre.

- Il matrimonio d’amore: due persone si incontrano, si conoscono, si piacciono, vanno d’accordo, hanno consapevolezza di sé come singoli individui, ognuno ha la propria personalità, il proprio centro di gravità, ognuno sa cosa vuole dalla propria vita e dalla vita di coppia. Discutono, senza sentirsi minacciati nel proprio essere. I compromessi sono accordi raggiunti con serenità e nessuno dei due sente di perdere qualcosa di importante, ma dona con amore. I figli generati sono il frutto dell’unione d’amore. Generalmente non si verificano infedeltà.

 

- Il matrimonio come status sociale: ci si sposa perché nella società si gode di una diversa considerazione se ci si presenta come single, o se ci si  mostra come marito o moglie. Ognuno dei partner ha il suo ruolo ben preciso, il proprio modo di presentarsi, i suoi compiti fuori e dentro la coppia. Il matrimonio è una specie di contratto che può prevedere o meno i figli. Spesso, uno o entrambe i partner trovano soddisfazione nel campo affettivo in un'altra persona che non è il proprio congiunto.

- Il matrimonio come tappa: “dopo tanti anni, o ti lasci o ti sposi”. Ci sono coppie che hanno iniziato la propria vita insieme molto giovani, vivono la relazione da tanti anni, hanno il loro equilibrio, le proprie abitudini. Talvolta dimenticano perché stanno insieme, quindi, spinti da un bisogno di cambiamento, o sollecitati da pressioni delle famiglie di origine, decidono per il grande passo. Questo matrimonio funziona se c’è qualcosa di concreto ad unire la coppia: un livello di maturazione personale, come singoli individui, analogo in entrambe i partner, ideali comuni, interessi condivisi, dialogo e complicità. Se mancano uno o più di questi fattori, la coppia tende a naufragare: poco prima del matrimonio (l’abbandono sull’altare) o subito dopo, poco dopo la nascita del primo figlio, o alla scoperta di un tradimento. Se manca la spina dorsale della coppia, è facile che uno dei due partner, o entrambe, trovino in un'altra persona ciò che manca. O si illudono di trovarlo.

- Il matrimonio come stampella: l’essere umano non è fatto per stare da solo, ma nemmeno con chiunque. Eppure molte persone sentono di esistere, di avere una identità stabile, “solo se” hanno una persona accanto: un marito, una moglie, un figlio. L’”altro” è una proprietà che, se manca, mette in crisi l’essere più intimo della persona. Queste unioni possono trascinarsi a lungo nonostante gravi problemi, perché stare da soli è di gran lunga peggiore del domandarsi “Chi sono io?” “Cosa voglio dalla mia vita?”.

- Il matrimonio come fuga: da se stessi, dalla propria famiglia, dalla propria città.

La persona adulta è quella consapevole di chi è e che cosa vorrebbe, conosce il proprio modo di essere, vive i ruoli familiari, sociali, lavorativi senza identificarsi completamente ad essi.

“Sono una madre, ma sono anche una donna.”

“Ho un importante status negli affari, ma sono anche un uomo.”

L’uomo o la donna maturi, sanno che la relazione con l’altro è fondamentale, imprescindibile, ma sanno di esistere anche senza l’altro che lo legittimi, hanno ben chiaro di avere il diritto di stare al mondo e di vivere la propria vita unica e irripetibile.

Questo tipo di maturità non dipende dall’età. Si può averla a vent’anni, a cinquanta, o mai.

Queste “categorie” si possono individuare anche nelle coppie non sposate, le cosiddette coppie di fatto. E non vi è differenza tra coppie eterosessuali o omosessuali.

Le possibili combinazioni sono infinitamente più numerose di quelle che ho descritto qui.

Certi meccanismi riguardano la vita di coppia, con o senza matrimonio. Si attraversano delle fasi: ci si impegna, l’uno con l’altro, avendo delle idee e delle aspettative, più o meno consapevolmente, ma nel corso degli anni i due partner cambiano come singoli individui, e muta anche la vita di coppia.

Al di là di qualsiasi spiegazione clinica o psicologica, la coppia e l’amore hanno un aspetto insondabile, magico, che non può essere interrogato, ma solo vissuto ed esperito.

La vita di coppia è un viaggio, il matrimonio non è un punto di arrivo, ma di partenza.

 

  • Perché stare insieme?

Il principio che dovrebbe orientare la vita di qualsiasi coppia è solo uno: ognuno deve percepire un valore aggiunto che viene dalla relazione, qualunque esso sia. Si deve avvertire di stare meglio. La diversità dei partner è qualcosa che dà, non toglie all’altro e alla propria individualità, è una occasione di crescita che può manifestarsi solo dal confronto costruttivo: condividere le gioie, fare progetti, arricchirsi delle potenzialità dell’altro, rispettare il proprio congiunto, affrontare le sfide insieme ed insieme inventare nuovi modi di combattere la noia della routine.

La vita di coppia è un viaggio che può presentare disagi, difficoltà, problemi più o meno gravi. 

Le crisi hanno un ruolo fondamentale: scardinare un equilibrio precedente, modificandolo e creandone uno più funzionale a tutto il sistema, coppia o famiglia. Se le crisi diventano un vortice che gira su stesso, se i litigi sono sempre uguali e creano risentimento, rivendicazione, rabbia, tristezza persistenti, bisogna intervenire per spezzare il meccanismo, prima che la distanza emotiva e fisica raggiunta dai partner sia eccessiva e che il matrimonio naufraghi.

A meno che la cosa giusta non sia proprio quella: lasciarsi.

Qual è il segreto di un matrimonio felice?

Lo scrive benissimo lo psicologo americano Kelly Flanagan: mettere da parte il proprio Ego. Non se stessi, ma la corazza che ognuno di noi, per sopravvivenza, si costruisce attorno al cuore. 

Qui l'originale drkellyflanagan.com/2014/01/29/a-dads-letter-to-his-son-about-the-only-good-reason-to-get-married/

Qui la traduzione italiana www.huffingtonpost.it/kelly-m-flanagan/una-lettera-di-un-padre-a-suo-figlio_b_8082208.html?ref=fbpr

Anche gli spunti suggeriti dallo psicologo Emanuele Casale sono un vero toccasana carljungitalia.wordpress.com/2014/01/18/amore-e-morte-hanno-non-poco-in-comune-dai-con-amore-e-ti-si-rivolteranno-contro-ma-tu-dona-emanuele-casale/

 

  • Quali disagi e difficoltà?

 

- Contrasti, conflitti, litigi tra partner.

- Problemi relazionali.

- Educazione dei figli.

- Problemi con la famiglia di origine.

- Contrasti con la famiglia acquisita.

- Problemi sessuali.

- Dubbi sull’amore verso il partner.

- Insoddisfazione.

- Tradimento, infedeltà.

- Violenza psicologica.

- Violenza fisica.

 

@ Dott.ssa Giselle Ferretti

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