Trauma, abuso e violenza sessuale

30.08.2017 16:44

Stanotte ho fatto un sogno: una mia cara amica mi telefonava, mi diceva che una nostra conoscente era stata vittima di uno stupro.

Le recenti notizie di cronaca, evidentemente, hanno toccato delle corde in profondità, credo anche di sapere quali: realizzare che gli stupratori sono certamente ignobili e numerosi, ma sono molto più numerosi coloro che ritengono che la violenza sessuale non sia un sopruso. Per certe persone lo stupro può essere una bambinata, o, addirittura un evento piacevole.

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/08/28/news/mediatore_culturale_stupro_rimini-174055574/?refresh_ce

 

http://www.huffingtonpost.it/2017/07/05/lo-stupro-di-gruppo-su-una-15enne-a-pimonte-per-il-sindaco-e-un_a_23016763/

 

 

Edward Hopper

 

Violenza sessuale negli adulti

Nel mio lavoro ho trattato molte persone che hanno subito delle forme di abuso o di vera e propria violenza sessuale, sia maschi che femmine. Qualcuno si rivolge a me proprio per questa ragione, ovvero elaborare tale trauma, altre invece riescono a parlarne solo dopo molto tempo che sono in terapia, anche dopo un anno!

Il contatto fisico è la massima forma di espressione di vicinanza ed intimità nelle relazioni umane, si trasmettono una infinità di informazioni con il corpo: vicinanza, amore, affetto, distanza, paura, rabbia.

Il contatto di tipo sessuale, di qualsiasi tipo, amplifica tutto questo. E’ indispensabile il consenso esplicito e consapevole nella condivisione di qualsiasi attività che abbia a che fare con il sesso.

La stupro non è l’unica forma di violenza sessuale: oltre alla penetrazione, si parla di abuso ogni qualvolta un soggetto costringe un altro ad un contatto sessuale, ad esempio organi genitali che si toccano oppure organi genitali che toccano una parte del corpo di un altro soggetto, oppure eventi non consensuali in cui una persona costringe un’altra a guardare i propri genitali (esibizionismo) o la espone a materiale con contenuto sessuale (immagini pornografiche, conversazioni  sul sesso).

Violenza sessuale nei bambini e negli adolescenti

Una violenza sessuale subita in età adulta ha un impatto terribile, ma è ancora più spaventoso quando a subirla è un minore. I bambini e gli adolescenti che subiscono attenzioni sessuali sono sempre vittime. Anche se le violenze sono perpetrate nel tempo. I bambini non possono capire cosa gli stia succedendo e se acconsentono a partecipare ad alcune attività è solo perché vengono proposte da persone che conoscono e di cui si fidano. Un adulto che non dà il consenso, subisce una sopruso ma è consapevole che si tratti di una violenza, ha gli strumenti cognitivi per realizzare cosa gli succede. Un bambino no. Capisce che c’è qualcosa di sbagliato, ma non sa cosa. A meno che i genitori non gliene abbiano parlato in precedenza mettendolo in guardia dalle attenzioni sessuali degli adulti.

Le statistiche sono davvero avvilenti poiché mettono di fronte a numeri che impongono di parlare dell’argomento e soprattutto di fare prevenzione: 1 bambino/a su 4 ha subito o subisce nel corso della vita attenzioni di tipo sessuale. Nella maggior parte dei casi le attenzioni provengono da persone vicine, conosciute, o care, familiari addirittura.

L’abuso sessuale è sempre un trauma e la portata negativa dell’evento dipende da tanti fattori: il tipo di abuso e la sua durata, chi è l’autore del sopruso, l’età in cui è stato subito, la possibilità o l’impossibilità di parlarne, l’essere creduti o meno.

Io definisco l’abuso e la violenza sessuale infantili come il cancro dell’anima: le conseguenze del trauma nelle vittime di abuso sono gravi, invalidanti e causano sofferenza fisica e psicologica a breve, medio e lungo termine.

Molti abusati trascorrono anni prima di prendere consapevolezza, accettare o superare l’abuso che hanno subìto quando erano bambini.

Qualcuno purtroppo non riesce a farlo lungo tutto l’arco della propria vita.

Le conseguenze psicologiche di un abuso sessuale possono riguardare diverse aree: l’autostima, lo sviluppo della sessualità, le capacità relazionali.

Autostima

Il primo effetto che si registra è il senso di colpa che l’abusato riversa su di sé: un bambino che subisce qualcosa di negativo e che non capisce il perché tende a darsi la colpa, sempre. E’ un meccanismo di difesa che illude di avere il controllo in una situazione. Meglio sentirsi colpevoli che impotenti. Il bambino abusato, quando diventa adulto riferisce che razionalmente sa che non può essere colpa sua, ma emotivamente sente di avere la colpa. Il senso di colpa è tanto più intenso, quanto l’ambiente circostante ignora o copre l’episodio.

Rapporto con se stessi

Vivere un trauma, ovvero subire un evento che fa avvertire la propria vita esteriore o interiore in pericolo, comporta l’innesco di meccanismi di difesa per la sopravvivenza, ad esempio la dissociazione o la rimozione. Rimuovere significa mettere in un cantuccio della memoria l’evento e comportarsi come se non fosse mai accaduto. Dissociare significa mettere una barriera tra quello che è successo e gli effetti emotivi dell’accaduto. Questi meccanismi difensivi aiutano a sopravvivere all’evento appena succede, ma se il trauma non viene elaborato, digerito, quegli stessi meccanismi possono diventare un problema aggiuntivo. Può verificarsi la depersonalizzazione, ovvero una sensazione di distacco dal proprio corpo o dai propri processi mentali, come se questi venissero osservati dall’esterno. Oppure si può sperimentare la derealizzazione cioè la sensazione di sentirsi estraniato dal proprio ambiente. Si può avvertire la confusione dell’identità caratterizzata da una sensazione d’incertezza, perplessità, o conflitto su chi si è. Ci si può sentire come se al proprio interno si stesse svolgendo una continua lotta per definire se stessi.

Subire un trauma può comportare difficoltà nel riconoscimento e nella regolazione degli stati emotivi; la persona può oscillare tra l’euforia, l’aggressività e la depressione.

Se questi meccanismi di difesa si consolidano, possono sfociare, nei casi più severi, in disturbi di personalità veri e propri, ad esempio il disturbo borderline di personalità, la depressione, disturbi alimentari e dipendenze.

Le relazioni con gli altri e la sessualità adulta

Subire un trauma per mano di qualcuno di cui ci si fida, può  comportare lo sviluppo di un atteggiamento di sfiducia  verso gli altri in generale. Inoltre, è chiaro che chi non ha un buon rapporto con se stesso può risultare svantaggiato nel rapporto con i propri simili.

Potrebbe essere altamente aggressivo, o incolparsi ferocemente di ogni cosa, potrà avere una bassa autostima, o tendere a deprimersi o oscillare molto tra stati emotivi. Si possono sviluppare difficoltà nella regolazione degli impulsi e problematiche ad inquadrare e sviluppare una corretta identità sessuale ed una vita sessuale soddisfacente. La vita intima può altalenare tra due estremi: il rifiuto della sessualità o l’iper-sessualizzazione delle relazioni umane e affettive.

 

Egon Schiele

 

Tornando ai recenti episodi di cronaca, le affermazioni di chi non riconosce la violenza sessuale di qualsiasi tipo come una violenza, un abuso, un trauma, costituiscono una aggravante alla violenza vera e propria.

E’ sconvolgente che così tante persone non riconoscano la violenza sessuale come un trauma per chi lo vive.

Loro non sanno che contribuiscono ad aumentare le conseguenze negative di chi quel trauma l’ha subito.

Lo sanno le vittime però, quelle che subiscono abusi e non parlano mentre gli succede.

Lo sa chi ha subito una violenza e si comporta, più o meno consapevolmente, come se non fosse successo niente. Ma vive una vita a metà perché l’essere umano ha la capacità di adattarsi a tutto, anche al peggio. Pagando però il prezzo di una vita a metà.

Il mio contributo con questo scritto è rivolto a tre ordini di persone: a chi ha subito una abuso sessuale, a chi lo sta subendo, a chi vorrebbe fare qualcosa per prevenirlo.

 

CURA DEL TRAUMA DA ABUSO E VIOLENZA SESSUALE

Il trauma è una esperienza terribile e quello che viene voglia di fare è di non pensarci più e basta. La rimozione funziona fino ad un certo punto. Poi diventa essa stessa problema. La memoria di eventi traumatici non elaborati si conserva nel cervello in modo separato da tutte le altre esperienze ed è come un sacchetto di rifiuti radioattivo: sputa veleno piano piano, inquina lentamente ma in modo inesorabile.

Colpisce la propria vita personale, individuale, infetta la vita della famiglia che ci si crea. I segreti di famiglia influenzano profondamente la vita emotiva di ogni suo componente.

La psicoterapia è un valido supporto che può aiutare a smaltire correttamente quel rifiuto. La terapia psicologica, specialmente quella focalizzata e specifica sul trauma, permette di trasformare il brutto ricordo in qualcosa che è passato, chiuso, finito definitivamente, soprattutto a livello emotivo. Una psicoterapia che va a buon fine permette di dire “non è stata colpa mia” a livello emotivo, consente di sentirlo e viverlo come profondamente vero.

www.giselleferretti.it/news/emdr-cose-come-funziona-perche-lho-scelto

www.emdr.it

 

PREVENZIONE DELL’ABUSO SESSUALE

La devono fare i genitori, con parole semplici e adatte all'età del bambino, sin da piccolissimo.  Il problema è che è un argomento angosciante, imbarazzante. Però va fatto, perché i genitori non sono sempre presenti, allora bisogna che i bimbi imparino a riconoscere le situazioni di pericolo e a difendersi quando i genitori non ci sono. Soprattutto i bambini devono sapere che possono parlare se gli accade qualcosa di brutto.

Allego uno scritto forte, ma molto efficace sull’argomento, una esperienza di vita vissuta

pedofilia.pdf (2254891)

Se non avete idea di come fare, potete farvi aiutare da persone qualificate esperte sull’argomento. Intanto potete dare un'occhiata a questo progetto:

www.quinonsitocca.it/Default_it.asp

 

© Dott.ssa Giselle Ferretti

per informazioni o per un appuntamento 3497863232