E' ansia?

23.03.2017 11:59

Esistono un’ansia buona e un’ansia cattiva: la prima è una forma di attivazione emozionale e cognitiva che serve a mettere in moto le energie per affrontare una situazione (mi preparo ad affrontare un nuovo incarico di lavoro, un nuovo esame a scuola, un nuovo ruolo sociale come moglie o madre). E’ temporanea e funzionale, aiuta a dare il meglio di sé, terminata la sua funzione scompare e lascia il posto ad altro: godimento del successo o elaborazione del fallimento e di una strategia per migliorare. La seconda è una sensazione spiacevole con diversi gradi di intensità, persistenza e disturbo della vita quotidiana: va dal semplice fastidio alla limitazione invalidante di uno o più settori della vita.

Jacques Lacan la definisce così: l’angoscia è l’unico affetto che non mente.  L’ansia, in ogni sua forma, è una spia precisa, un segnale chiaro e inequivocabile.

“Fermati.” “ Non farlo.” “Questo non è per te.” “ Aspetta, non è il momento giusto.” “ Fermati a riflettere.”

Non c’è nulla da capire o da interpretare. Bisogna solo prenderne atto.

I disturbi dello spettro ansioso sono numerosi, camaleontici, mutevoli: ansia, attacchi di panico, fobia, ansia generalizzata, ansia sociale, ipocondria, ossessioni e compulsioni…

L’ansia ostacola i piaceri della vita, crea una sorta di confusione di sottofondo che impedisce di godere del momento presente, limita il campo delle possibilità, riduce la possibilità di elaborare una strategia d’azione per affrontare i fatti della vita. L’ansia fa compiere scelte affrettate, dettate dalla difficoltà a tollerare la frustrazione, dall’indecisione e dall’impazienza. L’ansia blocca, frena la vitalità, impedisce di scegliere e frena la possibilità di prendersi le responsabilità che la vita inevitabilmente comporta. L’ansia può invalidare interi settori di vita: le relazioni, il lavoro, l’amore, la sessualità.

Si presenta in episodi singoli, isolati, comprensibili o incomprensibili.

“Ero in auto e il cuore ha iniziato a battere all’impazzata, credevo di morire”

“Sono vent’anni che non riesco a prendere l’aereo”

“L’ansia mi prende proprio quando potrei rilassarmi, a fine giornata, sul divano”

“ Quando sono in mezzo agli altri mi blocco e non riesco a spiccicare una parola”

Oppure permea la vita come un sottofondo costante, raggiungendo talvolta picchi elevatissimi. Anche le decisioni più banali diventano ostacoli insormontabili.

“Cosa cucino oggi? E domani? E dopodomani?”

“Come faccio se non trovo la strada?”

“Non troverò mai la strada”

Limita alcune aree della vita, o l’intera esistenza. Per brevi periodi, o per tutta la vita.

Compare in momenti di tensione, o in modo totalmente inaspettato.

Qualcuno lo prende come un dato di fatto della propria vita, è abituato ad essere in costante tensione, tanto che se mancasse si sentirebbe in difficoltà. Non se ne accorge, finché il sistema va in cortocircuito: un attacco di panico, l’insonnia….

Altri non hanno mai avuto il piacere di sperimentare che si può vivere pienamente il qui ed ora, senza essere ossessionati dal passato e/o dal futuro, dal controllo della propria vita, o di quella degli altri.

Alcuni hanno la fortuna di fare esperienza di pienezza, alcuni episodi di vita che suggeriscono che si possa vivere cosi sempre. Se coltivati, questi piccoli semi possono dare grandi frutti.

L’ansia succhia energia, rende spossati, consuma, disperde le forze.  

 

Quando si sta compiendo qualcosa in cui si crede, di cui si è convinti, non si prova ansia, ma eccitazione. E’ linfa vitale che scorre, dà energia, predispone al movimento vitale, costruttivo. 

 
 
Ogni forma di ansia trasmette uno o più messaggi che sono diversi da persona a persona e vanno indagati  per poter vivere la propria esisenza in modo pieno e soddisfacente.
 
 
Se credi di avere un problema di ansia puoi chiamare per fissare un appuntamento e parlarne insieme
Dott.ssa Giselle Ferretti
3497863232